STORIA DEL CIRCUITO DI SPA-FRANCORCHAMPS

Il Circuit de Spa-Francorchamps è uno dei circuiti più leggendari al mondo, sede del Gran Premio del Belgio di Formula 1 e della celebre gara di endurance 24 Ore di Spa. Il circuito è famoso anche per il tratto Eau Rouge, considerato uno dei passaggi più iconici e impegnativi dell'intera storia del motorsport. Una destinazione amatissima da piloti e fan di tutto il mondo.

Il circuito originale

Il circuito originale, un tracciato triangolare di 15 km, fu progettato e costruito da Jules de Theire e Henri Langlois Van Ophem su strade pubbliche tra i comuni belgi di Francorchamps, Malmedy e Stavelot. Il Gran Premio del Belgio vi si corse per la prima volta nel 1924.

All'epoca i belgi erano estremamente orgogliosi di possedere uno dei circuiti più veloci al mondo. Con l'aumento progressivo delle velocità medie, si rese necessaria una modifica: la curva in salita all'uscita della valle di Eau Rouge, nota come Ancienne Douane, fu eliminata dal tracciato, dando origine alla più veloce e spettacolare curva del Raidillon. Fino al 2000 il circuito era ancora percorribile dal pubblico, essendo una strada aperta al traffico: il flusso verso sud transitava per la celebre sezione di Eau Rouge, mentre quello in direzione opposta utilizzava l'Ancienne Douane, rientrando nel tracciato all'uscita dalla valle.

Il tracciato

Il vecchio circuito proseguiva lungo la sezione Les Combes fino al villaggio di Burnenville, dove una veloce curva a destra immetteva nel lungo rettilineo di Masta. Questo iniziava a Malmedy ed era interrotto soltanto dalla temuta chicane di Masta, incastonata tra le fattorie della zona, prima di raggiungere il villaggio di Stavelot.

Il Masta era uno dei tratti più temuti di qualsiasi circuito al mondo: superarlo richiedeva tecnica e coraggio fuori dal comune. Dopo il lungo rettilineo da Malmedy, le vetture raggiungevano velocità elevatissime prima di affrontare la chicane sinistra-destra del Masta e un'uscita ad alta velocità, seguita da un altro lungo rettilineo che conduceva fino a Stavelot.

La Formula 1 perse il Masta dopo la gara del 1970, in parte per colpa sua stessa. La battaglia di Jackie Stewart per migliorare la sicurezza in pista nacque proprio da un incidente in questo punto nel 1966, quando la sua BRM terminò capovolta nel seminterrato di una casa nei pressi della pista, con il carburante che fuoriusciva sul pilota, il quale riportò anche la frattura di alcune costole. Un altro tragico episodio si verificò nello stesso luogo nel 1973, durante la 24 Ore di Spa, costando la vita a tre piloti.

Il Masta era seguito dal rettilineo di Hollowell, al termine del quale una curva stretta in avvicinamento al villaggio di Stavelot fu in seguito sostituita da una più veloce curva a destra. Il tracciato proseguiva poi attraverso i boschi fino a Blanchimont, dove il circuito accorciato del 1979 si ricollega al tracciato originale.

Il Circuit de Spa-Francorchamps originale ospitò 18 Gran Premi del Belgio. Fu boicottato dalla Formula 1 nel 1968, prima che una riprogettazione del tracciato lo relegasse definitivamente alla storia alla fine degli anni '70. Il record sul vecchio circuito appartiene al pilota francese Henri Pescarolo, che vi raggiunse una velocità media di 226 km/h.

Il Raidillon e la valle di Eau Rouge

Il nuovo circuito

Nel 2007 furono costruiti una nuova corsia dei box e un intero complesso paddock, e il celebre passaggio Bus Stop venne ridisegnato, compreso l'accesso al rettilineo d'arrivo. Negli anni precedenti il tracciato aveva subito numerose modifiche, che lo portarono alla lunghezza attuale di 7.004 m. Oggi è un tracciato veloce e ondulato tra le Ardenne, dove le vetture raggiungono punte di 330 km/h. Sin dai primi anni di gare, Spa-Francorchamps è diventato celebre anche per il suo meteo capriccioso e imprevedibile: non è raro che una parte del circuito sia asciutta mentre un'altra è sotto la pioggia.

Fan e piloti amano correre qui, e una gara noiosa è un'eccezione rarissima. La maggior parte dei piloti concorda nel considerare Spa-Francorchamps, insieme a Suzuka, una delle sfide più grandi al mondo. Nessun altro circuito mette alla prova le qualità del pilota come questo. Le curve di Eau Rouge e Blanchimont ne sono la dimostrazione più evidente: entrambe richiedono grande decisione nell'affrontarle per sfruttare al meglio i lunghi rettilinei successivi, fondamentali per i tempi sul giro e per i sorpassi.

Molti piloti di Formula 1 hanno scritto pagine memorabili su questo circuito, tra cui Ayrton Senna, Michael Schumacher, Damon Hill, Mika Häkkinen e Kimi Räikkönen.

Fonte: Wikipedia

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